Alba a San Juan del Sur (Nicaragua)
Aprono l'anima le case
al vento d'oceano,
che dagli angoli cancella i letti di sabbia disfatti
e la luce che sorge dall'acqua
con linea leggera e vitale
contorna ogni cosa incontrata.
La vecchia che conosce l'ibisco per nome,
si ferma sulla porta pietrificata del mondo.
Porta sul volto, della tristezza il segreto
e dei simboli antichi il presagio,
che porge nel grembo di uno sguardo
al bambino piangente aggrappato alla gonna.
Si compone tremante il disegno di vita,
riprende calore e vigore.
Si srotola il tempo,
i giorni e le ore rivivono sul loro passato
e dai sensi destati i desideri si affacciano.
Si chiamano per nome gli uomini
con voci rinate dal sonno.
L'ultimo sbadiglio si chiude
tra le dita che tastano il cielo.
C'è odore di cibo nell'aria,
i cani sono i primi a sentirlo.
Come un pensiero vagante e stranito
abito ancora questo corpo ingiallito
e con tutte le mie bandiere stupite
attraverso la strada
tra ragazze di scuola,
che in opposta direzione
allegre corrono a crescere.
©
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L'autore
Floriano Fila
Il Nicaragua è terra di laghi, vulcani e poeti. Impossibile non sentire il bisogno di scrivere.
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