Schegge nella notte

Vedo l'aria che taglia la pelle
lacerando le palpebre stanche
cola il sangue tra lacrime bianche
e il passato ricuce le stelle.
E' uno specchio graffiato dal gelo
nelle luci di vecchi tormenti
vedo il viso trafitto dai venti:
è il mio volto coperto da un velo.
La paura non tace e risponde
nello stomaco teso e vetrato
con le ansie del cuore spossato
nella nausea di fogne e di onde.
Ci sei tu, ed un battito narcotizzato
nelle tenebre soporifere riemergi
da visioni di acquerelli che divergi,
sono il pane di un banchetto cancellato
Restano i frammenti di cornici rotte
conficcate come schegge di granite
non c'è pace tra il dolore e le ferite
solo il canto dolce e amaro della notte
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Commenti (1)
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Enio Orsuni28 settembre 2010
amaro spaccato di vita emozioni a non finire da questa tua bellissima anche se trovo un squilibrio di metrica tra le prime tre quartine e le ultime due cmq non farci caso, sono un perfezionista in tal senso ed il difetto è irrilevante ai fini del contenuto e la perfezione delle rime. strapiaciuta e apprezzata.
