Ero straniero, e mi hai ospitato
Cosa dirò, il giorno del Giudizio
quando la carità sarà moneta
nell'esserci o perpetuo svanire?
Conoscevo il tuo lemma Signore,
ma non ti vidi in quei sudici stranieri
col lezzo di sudore e miseria.
Mi aspettavo di incontrarti
povero, disprezzato e reietto
ma con occhi di radiosa luce
e angelico soave sguardo.
Ti avrei detto: "sei Tu Signore
malato, forestiero, carcerato,"
e ti avrei accolto!
o eri tu a contenere
le mie arroganti miserie?
Invece eri lì incarnato
in Marus, Viorèl, Cristina,
che tronfio, sprezzavo.
Ed eri ancora in lei, Georgiana
perché ne sostenessi la vita,
mentre i sensi acquisivo
dissacrando il tuo Tempio.
Cosa dirò,dunque quel giorno?
quando presso il Trono Regale
nel tribunale eterno, assisi
accanto a Te, vedrò avvocati
quei miseri, da Te incoronati
miei difensori?
Non ho monete per pagare
e indietro vorrei tornare,
a quell'ignavo tempo.
Ma Tu l'avevi detto
ed io sapevo bene!
Solo che mi aspettavo
un povero attraente, trasfigurato,
dalla mia falsa carità
di ipocrita cristiano.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
s
Tutte le opere →
L'autore
salvatore falcone
vivo a Messina.Ho studiato a Roma.Amo scrivere e confrontarmi con chi ha questa passione.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
C
Cosimo Azzaro3 ottobre 2010
hai mai pensato al bluff che è la religione? credo di si, da quel che leggo. Il vaticano è una imbelle istituzione non meno dello stato. Hai mai provato a chiamare questo ectoplasma dio, con il suo vero nome? cioe' con il tuo nome?...ne' servi né padroni né dio né stato...