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Riflessioni 3 ottobre 2010 · lettura 1 min · 1043 letture

Ero straniero, e mi hai ospitato

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salvatore falcone 18 poesie pubblicate
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Cosa dirò, il giorno del Giudizio quando la carità sarà moneta nell'esserci o perpetuo svanire? Conoscevo il tuo lemma Signore, ma non ti vidi in quei sudici stranieri col lezzo di sudore e miseria. Mi aspettavo di incontrarti povero, disprezzato e reietto ma con occhi di radiosa luce e angelico soave sguardo. Ti avrei detto: "sei Tu Signore malato, forestiero, carcerato," e ti avrei accolto! o eri tu a contenere le mie arroganti miserie? Invece eri lì incarnato in Marus, Viorèl, Cristina, che tronfio, sprezzavo. Ed eri ancora in lei, Georgiana perché ne sostenessi la vita, mentre i sensi acquisivo dissacrando il tuo Tempio. Cosa dirò,dunque quel giorno? quando presso il Trono Regale nel tribunale eterno, assisi accanto a Te, vedrò avvocati quei miseri, da Te incoronati miei difensori? Non ho monete per pagare e indietro vorrei tornare, a quell'ignavo tempo. Ma Tu l'avevi detto ed io sapevo bene! Solo che mi aspettavo un povero attraente, trasfigurato, dalla mia falsa carità di ipocrita cristiano.
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L'autore
salvatore falcone

vivo a Messina.Ho studiato a Roma.Amo scrivere e confrontarmi con chi ha questa passione.

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Commenti (1)

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Cosimo Azzaro3 ottobre 2010

hai mai pensato al bluff che è la religione? credo di si, da quel che leggo. Il vaticano è una imbelle istituzione non meno dello stato. Hai mai provato a chiamare questo ectoplasma dio, con il suo vero nome? cioe' con il tuo nome?...ne' servi né padroni né dio né stato...