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Ribellione 6 ottobre 2010 · lettura 1 min · 2630 letture

La bastarda

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Sebastiano Magazzù 128 poesie pubblicate
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Sferzanti è taglienti le scudisciate di vento che non lasciano scampo lingue di fuoco come lame roventi Ti fa diventare di sale per quanto sa far male la lingua non ha ossa ma rompe le ossa "Quelle parole". Schiumata marea sciacqua la sua onnipotenza porta a Dio la sua presenza solo cosi cambierà livrea Come cristalli di sale appuntiti è acuminati quei veleni seminati sparsi al vento di maestrale. Sarà la mia penitenza a mondare la sua coscienza possa trovare pace dove anche il silenzio tace. PS Sulla lapide c'è scritto: A perenne ricordo anche da morta io mordo La Bastarda.
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E' riuscita a farsi odiare da un paese intero per la sua lingua biforcuta, il soprannome: LA BASTARDA

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L'autore
Sebastiano Magazzù
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Commenti (3)

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Lina Sirianni6 ottobre 2010

Mi sta quasi simpatica quella lingua tagliente... Nel tempo delle enormi ipocrisie qualcuno va controcorrente... evviva! Versi ben scritti!

Enio Orsuni6 ottobre 2010

bella lingua maledetta ha provato a uccidere la morte ma è rimasta fregata lostesso ma come la lucertola a cui mozzi la coda pure da morta usa la lingua inusitata poe ma strapiaciuta

Enrico Baiocchi6 ottobre 2010

beh comunque bisogna riconoscere che era consapevole della sua potenza, a quel punto tanto valeva non smentirsi neanche da morta, ha trovato al fine un modo per rimanere immortale, come i peggiori criminali, per loro è quello che conta.