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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giuseppe Nacchia
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Morte 6 ottobre 2010 · lettura 1 min · 1439 letture

La zanzara

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Giuseppe Nacchia 23 poesie pubblicate
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Tu un giorno morirai, laida megera, ed il tuo ventre marcirà nel putridume di una palude; ma le tue orripilanti ferite resteranno nelle nostre infantili memorie, stridule punte confitte nel cuore. Non le guarirà uno sputo di sole, né bava di luna; e più non sarà levità alcuna. Sordidi, trascineremo carcasse in vita, vedove sul campo di una guerra perduta.
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L'autore
Giuseppe Nacchia

Sono nato ad Arcore il 29 settembre 1936. Ho cominciato suonando il piano sulle navi. A sei anni la mia prima visita alla Salerno-Reggio Calabria. A dodici anni ho aderito al Movimento Fascista. A quindici anni ho sviluppato interesse per il punk-rock e per lo ska-punk. A sedici anni i miei primi contatti con la poe

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Commenti (1)

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Daniela Ferraro9 ottobre 2010

Dopo un'estate di dolorose punture, meravigliosa questa vendetta poetica contro le odiose zanzare... E se volgiamo la lettura anche in senso metaforico... meglio ancora... e con la stessa soddisfazione! Animali o esseri umani "cannibali"che siano, meritano egualmente il tuo sentitissimo augurio. Scorrevoli e ben congegnati i versi nella loro durezza ed incisività.