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Introspezione 10 ottobre 2010 · lettura 1 min · 1142 letture

Solitudine

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Giuseppe Nacchia 23 poesie pubblicate
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Triste e pensoso, il capo chino s'incurva sullo scrittoio a disperar riposo. Insonne e rabbioso, l'animo mio consuma il suo pasto. La solitudine s'insinua dalla finestra: ha il dolce del miele, il suono della tempesta. E il mio spirito si tempra, fulgida lama, nella notte più nera, nella breccia lontana del cuore, sentiero, tra marmi funerei, ove ogni coscienza muore.
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L'autore
Giuseppe Nacchia

Sono nato ad Arcore il 29 settembre 1936. Ho cominciato suonando il piano sulle navi. A sei anni la mia prima visita alla Salerno-Reggio Calabria. A dodici anni ho aderito al Movimento Fascista. A quindici anni ho sviluppato interesse per il punk-rock e per lo ska-punk. A sedici anni i miei primi contatti con la poe

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Commenti (1)

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Grazia Longo10 ottobre 2010

bel bozzetto di solitudine e rabbia, in un'introspezione notturna che della notte ha il vestito discinto e il tono sommesso ... qualche ritocco l'avrebbe resa più musicale ...