Tocca la mia anima, nel silenzio

Si adagiò la luna tra le mie mani,
ma mai parlò la mia lingua...
non aveva luce e il buio avvolse parole mute
Le lacrime del vento imbavagliarono echi
- figli di palpiti sconosciuti -
e in agonia restarono respiri senza padroni
Veli - adesso - celano ombre sull'argilla dell'ignoto...
mai conobbi le sensazioni inquiete delle vene ribelli
Il cuore mio, abbandonato nelle selve spinose dell'esistere,
prigioniero fu di antichi suoni...
ora sussurra al naufrago sogno:
mai salperai sulle mie terre senza sonno ma
tocca la mia anima, nel silenzio
spogliala di paure... lastre di ghiaccio sciolte
sul tuo manto di fuoco che non brucia
Tempo ...pezzi di vetro lacerato nella tela dell'infinito
e vedo il tuo volto tra rami di cielo che non hanno morte,
sospese tra piume di nuvole sono le tue carezze
Tocca la mia anima, nel silenzio
gabbiani sfiorano nelle gabbie della solitudine cristalli d'amore
persi negli atomi di verità mai conosciuti
Io, vela di ricordi perduti, mi confondo
nel mare di antichi lamenti
Tocca la mia anima, nel silenzio
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Commenti (3)
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Salvatore Ferranti10 ottobre 2010
i sogni, secondo me, non muoiono mai. magari ci sono dei momenti in cui sembrano più distanti... tutto qui. ma poi ritornano, con prepotenza... bella poesia.
Silvia De Angelis10 ottobre 2010
Versi particolarmente malinconici in cui ogni sogno sembra sfumare in una chimera perduta, che accentua la solitudine dell'anima... Lirica molto apprezzata
Kiaraluna10 ottobre 2010
Quei cocci di vetro sono i sogni che non riescono a morire, agonizzano senza trovare né pace né silenzio, fino all'ultimo bagliore dell'anima.


