Assuefazione

Un fuoco spento
ravviva piano
in un momento
crolla la mano
Scorre sotto la pelle
fluido denso e pulsante
nero come le stelle
molle come un diamante.
Fuori dalle tue percezioni
assorbe un controllo latente
è un mare in tempesta tra i tuoni
nel golfo di lacrime spente
Rimane l'oblìo di un pozzo crollato,
di tutte le vite che cadono in fondo
per un cenotafio di un sangue slavato
si erge sul centro preciso del mondo.
Il vento trasuda i colori di notte
lasciando un miraggio di quiete falsata
non sono che strade e vite interrotte
dall'acre respiro di voglia evitata
Piangerai sulle orme di ieri
che si espandono fino a braccarti
mentre quieti nel nulla i pensieri:
specchi intrisi di scomodi scarti
Un fiore che giace spento
sul manto di strade perse
il freno per quel tormento
inchioda su vie traverse
Ancora non cedi
ai lidi di pace
e quello che vedi
è tiepida brace
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!