Se l'oceano avesse un bar al posto del cuore
Un tavolino denso di bottiglie vuote.
Non c'è porta sul mare
e il vento si beve il sudore.
Qualcuno batte il pugno sul tavolo,
cadono risate.
L'americana alza troppo la voce,
non c'è musica questa sera.
Passa l'erba il negro
sotto i denti che ridono.
Spazzano la strada le urla del matto.
"Peccato morire senza aver tutto goduto e sofferto!"
La poliziotta sotto la divisa nasconde la donna.
Cantano gli ubriachi sull'orlo del bicchiere.
Le puttane guardano lontano stanotte.
Arriverà tra poco l'onda diversa
e se l'oceano avesse un bar al posto del cuore
parlerebbe subito anche senza guardare.
Camminano sull'acqua le luci di vedetta.
Qualcuno culla l'orologio nella mano.
Schegge e sangue dalle dita dell'ubriaco.
Il mondo diventa una latrina
affondata nei bicchieri di birra,
per fortuna l'india ha occhi selvaggi
e forse mi guarda e forse mi vede anche oltre.
Indifferente l'acqua si tuffa sui piedi.
Sono solo,
solo come un delitto perfetto.
PS. Scritta al bar del porto di San Juan del Sur in Nicaragua, mentre si aspettava un piccolo tsunami generato dal terremoto in Cile.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
F
Tutte le opere →
L'autore
Floriano Fila
Il Nicaragua è terra di laghi, vulcani e poeti. Impossibile non sentire il bisogno di scrivere.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!