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Amore 1 novembre 2010 · lettura 1 min · 3523 letture

I mille soli dell'estate

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Francesco Fabris Manini 341 poesie pubblicate
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Scorda le tue lusinghe, i tuoi complici sorrisi della sera, ed i lumini accesi per i percorsi della notte, in cerca di noi, del mondo e della vita, dentro lenzuola fresche come vele della più fresca tramontana. Scorda di cercare le tracce dei miei pensieri assenti donandomi i tuoi occhi e le tue membra, come arnia all'ape il miele, in mille raccolte dell'estate. La mia stanchezza è lieve come i sonni di primavera, ma triste come le foglie dell'autunno quando cadono secche e fragili, arse dai mille soli dell'estate.
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L'autore
Francesco Fabris Manini

Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig

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Commenti (3)

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Silvia De Angelis1 novembre 2010

Malinconici tratti d'amore in una lirica particolarmente espressiva, molto gradita alla lettura e piaciuta

Danielinagranata1 novembre 2010

un susseguirsi di immagini di grande effetto... musicalita' e armonia in un quadro di emozioni.

Raggioluminoso1 novembre 2010

Il sole è mutevole del suo brillio, ma sempre è presente e dona calore, alle volte bruciando. Una poesia, questa, che si legge con la tristezza nel cuore per un anelare al scordare lusinghe, percorsi e tracce. Una stanchezza dichiarata che si legge come tepore e allo stesso tempo come abbandono alla rassegnazione. Propenderei alla soluzione di dar maggior impeto a quella primavera che comunque non cessa di esistere ed affacciarsi al balcone del cuore. Una lirica che trafigge il pensiero del lettore per la grande espressività e per le significative immagini donate. Molto apprezzata anche per stile e forma.