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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Jeannine Gérard
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Morte 4 novembre 2010 · lettura 3 min · 2516 letture

7 Novembre 2001

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
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- Dans la solitude de ma chambre où seul ton portrait embellit le vide, j'entends encore ton dernier fil de voix qui lasse me susurre: "Ne sois pas triste ma chérie, c'est fini, je vais me reposer". C'est à l'instant même que tu expirais. Ta tête dans mes bras, je te berçai comme l'on fait à un bébé sans défence. Terrible ma souffrance. Et pendant que je pleurais, étrange le sourire qui affleura sur tes lèvres lorsque la vie t'abandonna. "Je ne pouvais y croire, j'en restai figée". Tu t'étais libéré du démon qui sans pitié, t'avait pendant si longtemps mortifié. Maintenant tu reposes! Et moi, dans cette chambre pleine de solitude je pense à toi, je pense à nous et je veux te narrer les tourments qui sans cesse me hantent... "Sais- tu que la voie que je parcours est enténébrée et pleine d'embûches"?. J'erre, j'erre, j'erre... et triste et seule je me perds! O, jamais ensemble j'ai ressenti si angoissante épouvante. Désespérée je crie. Oui, je n'ai plus de voix mais je crie... "Où es- tu mon âme, où es- tu? Dans quel lieu enchanté t'es- tu réfugié?" J'ai perdu mon chemin, tends- moi la main c'est une prière. Mais mon cri se fond dans l'air depuis des années déjà. Seul l'écho abolit l'espace. Ô, lieu mortel. . - - - - - - - - - - . 7 novembre 2001 . Nella solitudine della mia camera dove solo il tuo ritratto abbellisce il vuoto, sento ancora l'ultimo tuo filo di voce che stanca mi sussurra:... "Non essere triste amore mio, è finito, vado a riposare. In quello stesso instante, espiravi. La tua testa fra le mie braccia ti cullai come si fa ad un bimbo indifeso. Terribile, la mia sofferenza. E mentre piangevo, strano il sorriso che affiorò sulle tue labbra quando la vita ti abbandonò. "Non potevo crederci, ne rimasi sconvolta". Ti eri liberato del demonio che senza pietà, ti aveva per sì lungo tempo mortificato. Adesso riposi! E io, in questa camera piena di solitudine, penso a Te, penso a Noi e ti voglio narrare le angosci che senza tregua mi tormentano... "Sai tu, che la via che percorro è ottenebrata e piena d'insidi? Erro, erro, erro e triste e sola mi perdo"?. Mai insieme a Te ho risentito sì angosciante spavento. Disperata grido. Si, non ho più voce ma grido ... "Dove sei anima mia, dove sei? In quale luogo incantato ti sei rifugiato"?. Ho perso la via, tendimi la mano, è una preghiera. Ma il mio grido si fonde nell'aria da troppi anni già. Solo l'ecco abolisce lo spazio ... Oh, luogo mortale. .
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«il 7 novembre 2001 data incisa nel mio piccolo cuore. I versi sono una sincera espressione della mia anima, che vive nella penombra di un amore che continua nel tempo anche se quest'anima mia, ahimè, soffre tanto la solitudine e mai avrebbe voluto perdere l'amore, proprio perché troppo abituata ad amare e soprattutto ad essere amata ...

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Commenti (1)

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Anna Maria Obadon4 novembre 2010

L'amore, quello vero completo, è veramente merce rara e quanto ci abbandona il vuoto che crea è veramente incolmabile. Nessuno ti potrà dare la pienezza di un sentimento e a volte è molto meglio non cercare surrogati che possono solamente farti del male. Lo so è una magra consolazione ma tu potrai dire che sei stata una creatura privilegiata perché hai amato e soprattutto sei stata amata. Lui ti starà sempre vicino quindi non ti affannare a cercare amori effimeri: fiamme che hanno la valenza del fuoco di un cerino. Bellissima la tua poesia e delicata emozionante come sempre.