7 Novembre 2001
Jeannine Gérard
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+ Segui

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Dans la solitude
de ma chambre
où seul ton portrait
embellit le vide,
j'entends encore
ton dernier fil de voix
qui lasse
me susurre:
"Ne sois pas triste
ma chérie,
c'est fini,
je vais me reposer".
C'est à l'instant même
que tu expirais.
Ta tête
dans mes bras,
je te berçai
comme l'on fait
à un bébé
sans défence.
Terrible
ma souffrance.
Et pendant
que je pleurais,
étrange le sourire
qui affleura sur tes lèvres
lorsque la vie
t'abandonna.
"Je ne pouvais y croire,
j'en restai figée".
Tu t'étais libéré du démon
qui sans pitié,
t'avait pendant si longtemps
mortifié.
Maintenant tu reposes!
Et moi,
dans cette chambre
pleine de solitude
je pense à toi,
je pense à nous
et je veux te narrer
les tourments
qui sans cesse
me hantent...
"Sais- tu
que la voie
que je parcours
est enténébrée
et pleine d'embûches"?.
J'erre, j'erre,
j'erre...
et triste et seule
je me perds!
O,
jamais ensemble
j'ai ressenti
si angoissante épouvante.
Désespérée
je crie.
Oui,
je n'ai plus de voix
mais je crie...
"Où es- tu mon âme,
où es- tu?
Dans quel lieu enchanté
t'es- tu réfugié?"
J'ai perdu
mon chemin,
tends- moi la main
c'est une prière.
Mais mon cri
se fond dans l'air
depuis des années
déjà.
Seul l'écho
abolit l'espace.
Ô,
lieu mortel.
.
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7 novembre 2001
.
Nella solitudine
della mia camera
dove solo il tuo ritratto
abbellisce il vuoto,
sento ancora l'ultimo
tuo filo di voce
che stanca
mi sussurra:...
"Non essere triste
amore mio,
è finito,
vado a riposare.
In quello stesso instante,
espiravi.
La tua testa
fra le mie braccia
ti cullai come si fa
ad un bimbo indifeso.
Terribile,
la mia sofferenza.
E mentre
piangevo,
strano il sorriso che affiorò
sulle tue labbra
quando la vita
ti abbandonò.
"Non potevo crederci,
ne rimasi sconvolta".
Ti eri liberato del demonio
che senza pietà,
ti aveva per sì lungo tempo
mortificato.
Adesso riposi!
E io,
in questa camera
piena di solitudine,
penso a Te,
penso a Noi
e ti voglio narrare
le angosci
che senza tregua
mi tormentano...
"Sai tu,
che la via
che percorro
è ottenebrata
e piena d'insidi?
Erro, erro,
erro
e triste e sola
mi perdo"?.
Mai insieme a Te
ho risentito
sì angosciante
spavento.
Disperata grido.
Si,
non ho più voce
ma grido ...
"Dove sei anima mia,
dove sei?
In quale luogo incantato
ti sei rifugiato"?.
Ho perso la via,
tendimi la mano,
è una preghiera.
Ma il mio grido
si fonde nell'aria
da troppi anni
già.
Solo l'ecco
abolisce lo spazio ...
Oh,
luogo mortale.
.
©
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L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (1)
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Anna Maria Obadon4 novembre 2010
L'amore, quello vero completo, è veramente merce rara e quanto ci abbandona il vuoto che crea è veramente incolmabile. Nessuno ti potrà dare la pienezza di un sentimento e a volte è molto meglio non cercare surrogati che possono solamente farti del male. Lo so è una magra consolazione ma tu potrai dire che sei stata una creatura privilegiata perché hai amato e soprattutto sei stata amata. Lui ti starà sempre vicino quindi non ti affannare a cercare amori effimeri: fiamme che hanno la valenza del fuoco di un cerino. Bellissima la tua poesia e delicata emozionante come sempre.

