Riflesso
A volte mi manco
riflesso nella vetrina
della parete attrezzata
adesso mi manco
sul divano ormai stanco
del mio peso inutile.
Mi manchi tu di me
tu che al telefono
facevi grande il silenzio
io non ti capivo a volte
ma chi cazzo eri a volte
a volte non mi capivi
e dicevano di me
che ero pazzo e anche tu
tu che portavi gli occhiali
e sotto il maglione
nascondevi le tette grosse
e i segni del tuo male
mi mancano di me
le sere a fumare distesi
il tuo ritardo e i tuoi piedi
piccole isole bianchi tesori
e le tue poesie assurde
(erano solo poesie)
assurda eri tu e lo ero io
assurdo come adesso
che a 30 anni sono un cesso
la puttana di me stesso
e mi manco da morire
e non riesco più a venire.
Back from baby to fuck!
©
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Commenti (3)
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In Venere veritas11 novembre 2010
mmh... sì, così, proprio così, ci sento dentro chi sei, e non lo dici nemmeno male.
Aldo Bilato11 novembre 2010
a quest'ora mi si passi la cazzata... che dice: mi manchi, mi manchi, mi manchi... minchia che mira di merda che c'hai!... la poe invece è uno dei soliti piccoli capolavori di questo genietto stralunato che ci diletta con il suo trasmettere ciò che è il vissuto... cià*
Calliope04 Teresa Esposito11 novembre 2010
E quant'è bello sapersi vivo solo perché si esisteva in lei e lei in te... E non stai male tu e non sta male lei, era amore... E' una grande poesia mi è piciuta tantissimo e la conservo!


