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Morte 28 luglio 2006 · lettura 1 min · 8238 letture

Prigione

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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Vado avanti devo farlo è la vita e stordita freddo automa vado a scuola a insegnare torno a casa affaccendata parlo tanto non mi ascolto l’ho rinchiuso il mio dolore nessuno può sentire ben celato ben nascosto sul mio viso ho stampato quel sorriso un poco vacuo tanto basta per andare per sembrare come gregge continuare ma ogni tanto lui bisbiglia di notte poi mi sveglia nessuno può vedere può sentire il mio dolore urlare negli abissi mi trascina mostra i volti cancellati dei ricordi come spilli non rinnego certo nulla nella notte mi tormenta io cedo non fa nulla ma al mattino lo richiudo come sempre vado avanti guardo dritto non lo sento come automa vado a scuola...
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Poesia scritta nei giorni immediatamente successivi a un gravissimo lutto.

L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


e la rileggo, anche oggi... (poeta per te zaza)

Zima ti ha detto una grande cosa... io la ripeto (Rasimaco)

non ti mischiare al gregge...! (Rasimaco)

Commenti (17)

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Zima28 luglio 2006

il modo in cui l’hai scritta trasmette proprio quest’ automaticità dei gesti, l’uno dopo l’altro vanno avanti... un sussurro doloroso... non lo ascolti...! bella, ma se posso... non ti mischiare al gregge...!

A
Andrea Zilioli28 luglio 2006

a me piace molto leggere cose vere... sentire le sensazioni della vita attraverso versi, cogliere calde le emozioni che trasudano dalle parole messe una accanto all'altra... la poesia deve stupire e raccontare anche chi le legge.

Romina De Vita30 aprile 2007

Hai trasmesso l'apatia e la sofferenza coperta dalla dovuta quotidianità! Mi spiace per il tuo lutto...

Ilguardianodelfaro14 giugno 2010

Bella, letta con semplicità, ogni autore scrive poesie una diversa dall'altra, secondo lo stato d'animo, l'evento in cui si trova e la propria sensibilità, complimenti

C
Catello Apuzzo17 giugno 2010

Gli episodi traumatici ci segnano nel profondo, la perdita di una persona cara crea un vuoto incolmabile. Questi versi indelebili ne faranno un ricordo perenne La società attuale ci impone di andare avanti per non essere travolti dalla massa che lancia lo sguardo, i riti di facciata e via Non ci resta che fare un posto nel cuore e riporre il dolce ricordo Dobbiamo continuare per assolvere ciò per cui siamo venuti al mondo Profonda dedica!

m
mfm Luigi Mancini21 giugno 2010

A volte ciò che siamo, si rischia di confonderlo nel grande traffico. Bisogna arrampicarsi fino a sera e riscoprirsi ancora nel proprio essere. Poesia scritta di getto, nel panico di un giorno qualunque... Bella, sentita.

Rosario leotta3 settembre 2011

bellissima introspenzione l'unico errore che non è poesia ma solo un pensiero

V
Vincenzo Iannarilli14 settembre 2011

Si sente quella sensazione di essere sempre sul filo. Un andare macchinoso, mentre l'opera scivola" (Grazie delle parole ...troppo buona.)

Duilio Martino28 ottobre 2011

Bellissima e nello stesso tempo amarissima questa introspezione . Il dolore chiuso dentro e un mondo che gradisce solo sorrisi... ed allora eccola la maschera stampata per una routine quotidiana per non allontanarsi troppo dalla "vita". La condivisione delle gioie è sempre ben accetta, quella del dolore crea vuoto attorno e l'individuo deve, per sopravvire, assorbire in solitudine il suo tormento. chissà forse è il segreto della vita che impone sempre di andare avanti... ma è davvero dura!

renato carpentino30 novembre 2011

Poesia mozzafiato per ritmo, forma, immagini, pensiero. Poi qualcuno che non la ritiene poesia mi spiegherà una volta per tutte cos'è una poesia e quando quest'ultima può ritenersi tale.

Storie vissute che lasciano il segno. Una poesia scritta in modo quasi ritmico, ricordano certe poesie decadentiste di Marino Moretti cariche di pessimismo ed introspezione. Non facile da capire per chi si ferma al superficiale, ricca di sofferenza per chi sa scavare in profondità ed interpretare il ritmo impiegato per scriverla, che mette in risalto il vuoto e la desolazione che accompagna la vita di molte persone che all'apparenza dimostrano, attraverso un sorriso, una serenità interiore che nei fatti non esiste.

Alessandro Spirito20 dicembre 2011

Mi hai fatto entrare nel tuo dolore. E mi ci sono riflesso come in uno specchio. La tua poesia mi ha commosso.

Stefano Drakul Canepa7 gennaio 2012

i giorni scorrono ed i gesti ripetuti sono il nostro dolore, quando niente sembra interrompere il flusso dei mattini perché niente sembra importante. Intensa

malaluna19 febbraio 2012

La Libertà ti abita, più grande di qualsiasi prigione... eppure mi ha messospine dentro questa splendida lettura

Garbofania4 maggio 2012

Non lo sentiamo quel dolore annichilente e ridondante, non lo possiamo sentire. Il mattino digrigna i denti e attende la nostra carne che viva, vorrebbbe solo urlare. Ma non è possibile. La "società" ha vietato il dolore, lo nasconde ne è ipocritamente turbata. No! Nesssuna vergogna nel dolore, quello vero, quello discreto ma non " da nascondere".Un abbraccio!

poeta per te zaza23 settembre 2013

Questo testo dà l'idea di come dovrebbe essere una bella poesia: ricordata. E infatti io, ad esempio, torno a leggerla volentieri.

Paola Riccio24 luglio 2015

Autrice decisamente adatta alle mie corde, brava d'una bravura semplice e non artefatta. Meravigliosa, sono completamente rapita da un elenco di cose che facciamo. E ci nascondiamo.