Le paon et le "Leone"
Jeannine Gérard
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Le paon
plein de Soi,
se plaignant
dit un jour à "Leone"...
"Ô, Leone
ce n'est pas sans raison
que je me plains,
assis
sur la haute muraille,
la main
sur ta poitrine
proclame
que Toi seul
resplendis
dans les cieux.
Mais dis...
te crois- tu un Dieu?
La beauté
de mon plumage
est- elle
moins estimable
que celle
de ton langage?
"Ô,
oiseau jaloux
et qui devrais
te taire,
répond "Leone",
est- il
un oiseau sous les cieux
plus que toi
capable de plaire?
À quoi te sert
mon savoir?
Je sais...
le temps
fait la beauté lapidaire,
mais crois- moi,
la connaissance
n'a plus de valeur
sur cette ingrate
terre.
Cesse donc
de te plaindre
ou bien,
pour te punir
je t'ôterai
l'arc en ciel
nué
de cent sortes de soies
qui fait de toi,
sous ce ciel,
l'oiseau,
encore
capable de plaire.
.
- - - - - - - - - - -
.
Il paone e il "Leone"
.
Il pavone
pieno di Se,
lamentandosi,
dice un giorno
A "Leone"...
"Oh, Leone,
non è senza ragione
che mi lamento,
seduto
sull'alta muraglia,
la mano
sul tuo petto
proclama
che Tu solo
risplendi
nell'empireo.
Ma dimmi...
ti credi un Dio?
La bellezza
del mio piumaggio
è forse meno
estimabile
di quella
del tuo linguaggio"?.
"Oh,
uccello geloso
e chi,
dovrebbe tacere
risponde "Leone",
esiste
un uccello sotto i cieli
più di Te,
capace di piacere?
A che serve
il scibile?
Lo so,
il tempo
fa la bellezza lapidaria
ma credimi,
la conoscenza
non ha più valore
su quest'ingrata
terra.
Cessi dunque
di lamentarti,
se non,
per punirti,
ti toglierò
l'arcobaleno
sfumato
di cento sorti di sete
che fanno di Te,
sotto questo cielo,
l'uccello
ancora capace
di piacere.
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L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (1)
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Raggioluminoso17 novembre 2010
Una poesia dal grande insegnamento. Metafore perfette per l'efficacia del concetto espresso che ben evidenzia un grande spunto di riflessione. Molto significativa.

