Lampi d'inverno
Ricordo i lampi d'inverno
come classi di merito di giorni facili e appannati
il silenzio liftato su strade nubili e spigolose
e le montagne tramortite dal freddo
pettirossi e gatti in solitudine sparsa
maglioni troppo accollati per uomini golosi di magie
e poi i Baci che concedevi assorta
dubbi e meraviglie
cerniera o cesoia del nostro ballare da soli
Gonne a pois e brividi di sonno
mobili untuosi per amanti ottusi
tra noi la serpe che covavi nel reggiseno
Un riunire le ossa
bevendo amari insidiosi
ridevamo davanti al silenzio
di storie dense da raccontare
nate già soffocate
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Commenti (1)
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Pi Greco19 novembre 2010
Molto bella. Una poesia di ricordi e nostalgia, che stupisce per immagini e originalità. Complimenti!
