L'incenso come l'alba
Gesuino Curreli
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L'incenso come l'alba sui miei monti,
i calcari azzurrognoli giganti
a cui confesso con rime ansimanti,
l'immutato pensiero dei tramonti.
Oh madre mia adorata che mi manchi
senti anche tu stasera i miei confronti?
Ricordo l'emozione in mezzo ai banchi
citato da qualcuna nei raffronti.
Ero qualcuno, madre, lo rammenti?
nella scuola che amava l'esplosione
dei miei saggi di lettere e i commenti
che profondevo senza ostentazione.
Madre senti la voce che mi chiama?
Senti chi cita me per l'emozione?
Senti chi mi professa ammirazione,
e con quale candore ella mi brama?
Ella dice, chissà, che forse m'ama,
con pudica e fraterna confessione,
ed io in silenzio rendo comprensione
al tenero sermone che ricama.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
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alessio carlini20 novembre 2010
l'incenso come alba... come richiamo... poesia di grande profondità e di fede... molto apprezzata anche per la musicalità... piaciuta
Perlanera20 novembre 2010
Intensamente struggente il passaggio dal primo verso al dialogo diretto con la figura materna, che scuote l'anima e commuove... Bisognerebbe inventare un supersuperlativo, per l'emozione che sa suscitare...


