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Riflessioni 23 novembre 2010 · lettura 2 min · 2215 letture

Abandonnée des Dieux

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
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En 79 ap. J- C. le Vésuve, véhément, se réveilla d'un très long sommeil. Un tonnerre gronda, un éclair luit, et le ciel s'empourpra. Pompei à son flanc, apeurée et pleurante, s'agenouilla et pria, invocant la grâce divine. Inexorable, incandescente, écumante, la lave dévalait le long du dos de la montagne et de sa force dévastatrice, cruelle, embrasa les champs, inonda les ruelles. La mer bouillonnait. Abandonnée des Dieux, Pompei pétillait en un large brasier. La terre, affamée, engloutissait vies humaines et vomissait cadavres. Tragique l'histoire de la belle et antique Pompei, aujourd'hui recouverte de pierres et de coulées laviques, où, dans les recoins de ses ruines, on voit encore des corps carbonisés amoureusement enlacés pour l'éternité... . - - - - - - - - - . Abbandonata dagli Dei . Nel 79 dopo Cristo il Vesuvio, veemente, si svegliò da un lunghissimo sonno. Un tuono fece eco, un lampo luccicò e il cielo arrossiva. Pompei alle sue pendici, impaurita e piangente, s'inginocchiò e pregò, invocando la grazia divina. Inesorabile, incandescente, spumosa, la lava veniva giù dalla montagna. Con la sua forza distruttiva, crudele, incendiò i campi, inondò le viuzze. Il mare ne ribolliva. Abbandonata dagli Dei, Pompei crepitava in un largo braciere. La terra, affamata, inghiottiva vite umane e vomitava cadaveri. Tragica la storia della bella e antica Pompei, oggi ricoperta di pietre e di colate laviche, ove, fra i recessi delle sue rovine, ancor si vedono corpi carbonizzati amorevolmente abbracciati per l'eternità... .
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Una mia opera Olio su tela. "Nel 79 su Pompei si scatenò il finimondo. Plinio il Vecchio era al suo posto di comando della flotta romana dislocata a Miseno. Suo nipote, Plinio il Giovane, era con lui e ci ha lasciato un'interessante testimonianza su ciò che successe. Egli osservò una nube molto densa sollevarsi in direzione del Vesuvio, della quale scrisse: « Non posso darvi una descrizione più precisa della sua forma se non paragonarla a quella di un albero di pino; infatti s' innalzava a grande altezza come un enorme tronco...

L'autore
Jeannine Gérard
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Commenti (2)

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Ferny Max Curzio23 novembre 2010

A braccetto con la sua pittura la poesia "storica" di Jeannine. Fra citazione erudita e commossa rievocazione umana, il testo gode altresì dell'effetto di un senso profondo della frase musicale. Davvero una "memoria memorabile", che addita nuove strade, ben oltre il soggettivismo, l'esistenzialismo, lo psicologismo, e gli altri sterili abusati "ismi" di tanta poesia "contemporanea"... Questa Autrice di statura enorme, ma dalla voce semplice e luminosa, non sarà mai apprezzata abbastanza per via delle deviazioni intellettual- estetizzanti d'una massa d'indaffarati che presumono, loro, di fare poesia...

mario calzolaro23 novembre 2010

...un'autrice colta e ricca di immagini suggestive... molto molto apprezzata