Quando arriva il tormento
Bracca, ha l'alito pestilenziale
lo sento sul collo
ha gocce di bava
che gli colano dai lati della bocca
come un predatore
che non si stanca di cacciare
me lo ritrovo nei vicoli
vorrebbe sbattermi al muro
me lo ritrovo nella testa
vorrebbe farmi a brandelli
m'importuna sonni e sogni
è un peso nell'anima che si fa sentire
è il buio che si espande immensamente
divorando ogni briciolo di luce
sono lividi e ferite
che tornano a pulsare
il tormento è un drappo nero
stregato, maledetto
che mi stringe forte
togliendomi il fiato
facendomi ricordare
quanto posso essere fragile
è l'abbraccio di una corda
che lascia segni indelebili
e cerca di abbattere le mie difese
nutrendosi dei dubbi, delle insicurezze
delle mie precarietà esistenziali
giunge, assilla, passa, torna
gode delle mie debolezze, è sadico
ma sto imparando a conoscerlo
a esorcizzarlo, a conviverci, a combatterlo
sto imparando a difendermi, a reagire
non voglio dargli in pasto la mia pelle
al di là di ogni tunnel c'è una luce
fino a quando ne sarò capace
il tormento la mia pelle non l'avrà.
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L'autore
Giuseppe Morelli
Scrivere mi aiuta a mettere in chiaro me stesso, a risanare gli equilibri; è la dimensione congeniale in cui piace perdermi... per ritrovarmi.
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