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Sociale 4 dicembre 2010 · lettura 5 min · 1829 letture

Datemi una Nuova Droga

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Pan23 88 poesie pubblicate
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Di Droga, di più Droga in questo mondo C'è bisogno, che allarghi d'una spanna Il breve sogno e d'un'oncia lo faccia Più giocondo, con Droga che mi piaccia D'un buco tondo far squisita manna Là dove meno sconcia sia la vita. Fa' che in sostanze inesperite io goda: O Uomo di Polvere, son le mie mani Rattrappite quell'ombra di sfuggente Lanugine che osservi da lontano, Nella tua dissolvenza resinosa, E c'è qui solo un pio fallimentare Sorriso di salsedine che alberga Tra i trucioli dei denti traballanti. Di sogni e di realtà, d'azione e d'ozio, D'inedia e di pensiero, di dolore E voluttà e stelle filanti e morti Piene e vite a metà, ne sperdo al vento I filamenti – cenere che ingobbia Misteri d'ovvietà. Droga, più Droga Qui ci vuole, per sorgere dai mari Dove l'umano inconscio, nel negato Assente dell'ideologia sociale, Lecca la piaga che più duole e svolge Se stesso in un piacere terminale. Di Droga, di più Droga in questo mondo C'è bisogno, che allarghi d'una spanna Il triste sogno e d'un grammo lo renda Più giocondo, che in Polvere si spenda L'orgasmo più profondo, dentro manna Di spaccio ove non nati già affogammo. Fa' che dove d'orgasmo nero un'ala Bianca si libra e si sfoga là io voli: Gabbiano di sfrenata libertà, Da altezze inconcepibili tu miri Verso il più basso fondo per pescare Pesci di liquorosa voluttà. Giallo limone di costiera, rido D'un sorriso verdognolo e sereno, Sulla riviera gialla del comune, Di fronte al giallo infido dell'osceno. Su, ché una bella flebo qui ci vuole, Flebo di gelatine cementizie Che a queste nostre cellule ormai vizze Possa ridar vigore e tono, flebo Di polveri e cantaridi frizzanti, Vetro soffiato dentro la ferita Dal suono di maestà, che sempre aperta Mai duole e che naufraghe ampolle rende Noi, da flutti lambiti e acqua deserta, Sotto i ruggiti di un inconscio sole. Di Droga, di più Droga in questo mondo C'è bisogno, che allarghi d'una spanna Il breve sogno e d'un'oncia lo faccia Più giocondo, con Droga che mi piaccia D'un buco tondo far squisita manna Là dove meno sconcia sia la vita. Fa' che dal brodo dei miei linfociti Lessi un plasma di zagare fiorisca, Come bouchet sintetico alla moda: Bianca Signora, mostra del tuo volto Pulviscolare l'espressione amica, E l'algido pallore stupefatto, E ogni beltà tua di canapa antica, Mentre in mezzo alle strade con solare Sorriso mi dimeno e mi disfreno, Dell'assoluta e pura Follia preda. Passione per l'annientamento, sorgi Al mattino e mai non tramonti, strisci Di sotto rosse coltri verso borghi Ove un'alba necrotica d'immenso Oppiaceo illuminò i miei soliloqui Creativi. Droga, più Droga ci vuole, Per navigar sul varicoso mare All'acqua pazza, sulle caravelle Formose del Piacere, per saggiare Sostanze più novelle e le distanze Più fonde nel naufragio di una dose, Per viaggiare fin dove arriva un treno Di fioca luce, che lungo un'intera Transiberiana di coca conduce Pupille che più tonde il bianco affoca. Di Droga, di più Droga in questo mondo C'è bisogno, che allarghi d'una spanna Il triste sogno e d'un grammo lo renda Più giocondo, che in Polvere si spenda L'orgasmo più profondo, dentro manna Di spaccio ove non nati già affogammo. O bramosia del turbine che annega! O Uomo di Polvere, privato pusher Del mio segreto cuore, sui sentieri Della Bianca Signora più segreti E privati conducimi, conduci Il mio cervello – come pigna d'ambra Laccata – sull'arcobaleno alato Dell'elettrico fosforo, bagnando Le sinapsi eccitate in un crivello Tellurico che sia oro di roveto Ardente e fiamma d'estasi ruggente! Porta tu questo cuore sul più verde Capezzolo del mondo, come lampo Che si dirami in più di centomila Fibrillazioni, giù per l'infinito Voraginoso palpebrare! Porta Tu il distillato nettare del corpo Mio nel lattiginoso stupefatto, Dentro un inferno che non sia di fiamme Ma di Piacere! Fa' che con pasticche Impensate, in molecole inaudite, In balsami ove lieviti inattesi Fermentino tra resine più ricche E tra amidi glaciali e più ventosi (Dove quei chimici pietosi, dove, Che in sostanze più nuove e più iodate, Inesperite, io goda. Droga, date Più droga a questo "me" di pozzolane Franose e sdrucciolevoli, una droga Nuova al piccolo me, piccolo schiavo Tra folle ombrose e blé – i piccoli schiavi Bianchi che rompon le file festose Per la libera uscita. La mia dose, Datemi la mia dose, adesso! Droga, Nuova Droga, ne avrò anch'io pur diritto! Datemi Droga ancora, ne ho bisogno, Per allungar d'un'ora il breve sogno.
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Tratta da "La Morte siede alla mia tavola".

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L'autore
Pan23

Credo nella forza e nel valore dell'Individuo, unico nella sua autodeterminazione. Io sono Colui che è. Un Individuo, non una categoria. Sono Legge e Stato di Me Stesso.

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