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Ribellione 5 dicembre 2010 · lettura 2 min · 2158 letture

Triste réveil

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
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* Je jalouse le sort de qui rêve encore. Ô tristesse, ornement de mes nuits. Mon âme se rebelle à tant d'ingénuité. "Comment n'ai- je vu palir mes attraits? Pourquoi ai- je voulu vivre un rêve? Ô impitoyables démons, versez- moi moins de flammes, hélas... je ne suis plus! Taisez- vous insensibles, ne riez pas de moi et de mon humaine souffrance. Si je vous disais qu'une douce folie, a réduit mon cœur en lambeau, mais que dans mon lit, chaque nuit, je veille et je languis encore me fantasmant dans les bras de mon rêve et que doucement, je me laisse aimer? Mais hélas! Seule réapparaît toute ma souffrance, déchirante! Et mon cœur, nié, piétiné, humilié... en un frêle susurre dit à mon âme: "pourquoi ce rêve m'a- t- il meurtri ainsi?". * - - - - - - - - - * TRISTE RISVEGLIO * Geloso la sorte di chi sogna ancora. Oh tristezza, ornamento delle mie notti. La mia anima si ribella a tanta ingenuità. Come non ho visto affievolirsi il mio fascino? Perché ho voluto vivere un sogno? Oh demoni impietosi, versatemi meno fiamme. Ahimè ... non sono più! Tacete insensibili, non ridete di me e della mia umana sofferenza. Se vi dicesse che una dolce follia ha ridotto il mio cuore a brandello, ma che nel mio letto, ogni notte, veglio e languisco ancora, fantasticandomi nelle braccia del mio sogno lasciandomi dolcemente amare? Ma ahimè! Sola riappare tutta la mia sofferenza, lacerante! E il mio cuore negato, calpestato, umiliato... in un fragile sussurro dice alla mia anima: "perché questo sogno mi ha ferito così?". .
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Mémoire ...

L'autore
Jeannine Gérard
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Commenti (4)

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Anna Maria Obadon5 dicembre 2010

Ci sono in giro tanti venditori di fumo che scelgono le prede più indifese per imbastire storie che non stanno né in cielo né in terra e noi ci si fida e ci crediamo fino in fondo... poi, inevitabile la delusione. Ma tu non ne hai colpa perché non è un peccato desiderare di essere ancora amata. Bellissima, nella sua immensa tristezza.

Carlo Sorgia5 dicembre 2010

Con versi adeguati la nostra autrice con veemenza descrive un istante di solitudine, ma sarà solo un istante.

Raggioluminoso5 dicembre 2010

E cosa sono i sogni al fine? Forse un modo per non farci soffrire, ma solo temporaneamente poiché la realtà ci vive i sensi più di quanto non lo faccia il sogno. Ma senza desideri del cuore, la semplice ragione sarebbe insopportabile. Molto sentita e condivisa. Poesia che mi è molto piaciuta!

Giovanni Monopoli5 dicembre 2010

stupenda poesia che con rabbiosa esposizione di pone emozionando oltre il dovuto con sentimenti che travalicano il pensiero restando allibiti da così giusto dire descrimendo con sofferenza momenti di certa solitudine da condividere e rispettare in queste triste memorie che colpiscono il cuore... bellissimi versi