Un'ora al parco
Non è male dove mi trovo.
Il vento gelido
è una lama di coltello
che affetta la sera
scrollandomi di dosso
i pensieri del giorno.
Sono in un giardino buio
senza un lampione acceso
non faccio fatica a orientarmi
almeno non più di quanta ne faccia
quando mi perdo
nei sentieri intrinsechi dell'io.
Siedo su una panchina
e non c'è anima viva;
come compagnia
ho due bottiglie di birra
e il mio cane libero,
non mi posso lamentare
è come piace a me.
I tappeti di foglie morte
hanno spogliato gli alberi
e ricoperto la terra di sudari
dai colori spenti.
Non voglio fare analogie
mi vesto e svesto di ciò che sono.
Il fiume che costeggia il parco
a quest'ora è spettrale
e i riflessi argentei della luna
che luccicano a pelo d'acqua
sono il tetto luminoso dei fondali.
Non c'è altro questa sera
e mi va bene,
è meglio di altre sere,
non è male. Torno a casa.
©
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L'autore
Giuseppe Morelli
Scrivere mi aiuta a mettere in chiaro me stesso, a risanare gli equilibri; è la dimensione congeniale in cui piace perdermi... per ritrovarmi.
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