Ho in saccoccia la tua caviglia (o delle 17 esse)
Ho in saccoccia la
tua caviglia
l'ho resa sposa col
sol giungere della
mia
Pianto l'orme come
sciogliessi un
segugio appena dietro la
tua
T'accolli la fame
nel seguirmi
e una rabbia in punta
di piedi tra gli
scogli
Si trascinano le reti
Marino le ha strette
in cima
come fossero il capo
della donna che
ha tradito
Sono spoglie d'Occhiate
che il tuo occhio non
fa
quando collasso e mi
svendo al molle
Le coste stringono doglie
allo spazzarglisi addosso
M'accenni ad un
figlio
che la risacca succhia,
smorza la terra e le mie
parole
dall'acqua e dal giudizio
Marino raccoglie il
figlio più piccolo,
lo stringe verso
casa...
Comunque un pasto
per il cuore,
niente d'aggiungere
al ritiro delle onde.
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Commenti (1)
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X Bruna Rossini22 dicembre 2010
Una riflessione di cui si coglie in generale l'atmosfera, si attende, di verso in verso, la parola chiave che sciolga il dubbio su ciò che si pensa avere inteso ma, ogni verso aggiunge nuovi risvolti e si giunge al finale che trovo sublime. Curioso il titolo!