Va' e vedi
Quando l’acqua ti chiama
stacchi dal mio corpo come fossi
velcro
il volto tirato del giovane Florya
fa sentire un appunto il nostro notturno
calcolo tra le lenzuola
di ventotto, mese di gennaio
giorno della memoria
(i nostri pensieri tirati a lucido)
sollevai piano da lei come avessi
paura di guastarla
nel mentre venerea scorre la Ferrara di Vancini
dici quanto sia schietta la letteratura
epistolare sulle altre
il capo nascosto dell’indice
usato come segnalibro sull’ ...anima mia
nera immagina cose impossibili... lungo la
strada per Dachau... tuo heini...
lei fatta piatta a quarantacinque giri
ricordo il fine inverno inoperoso
noi distanti quanto le orecchie di un nodo,
sta di fatto che quel filo scoperto di gatta
non la tenevi in collo
entrata con me, per prima nella nuova casa
che ora conquista indiscriminata come
la città Eterna fattasi criminale.
Hai già detto che mi assomiglia
scornata come fossi stata colta a
rubare,
non siamo tanto in confidenza
né te col sangue dal graffio in calce
alla tua mano destra
vorrei parlarti di cosa mi è capitato
a lavoro
che ogni giorno è una menzione
crudele della memoria,
una casa data alle fiamme,
che hanno scambiato per mortaretti
gli spari di rue Nicholas Appert
o magari del ruggire di un fiume
aspetto che mi rivolgi la parola.
©
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