Nessuno

Chissà se il tuo posto lo avrà mai nessuno
se un istmo si possa di nuovo saldare
immagina a Suez se le carovane
potessero chiuder la strada alle navi
Il sorriso che non feci più a nessuno
forse annega lentamente nel mio mare
come il tuono che spaventa a morte il cane
e lo lascia diffidente ai suoni gravi
Nel rumore non c'è prioprio più nessuno
che mi ascolti un minuto raccontare
che mi manchi come il sale dentro il pane
mentre crollano al soffitto le sue travi
E pensavi -non diventerai nessuno-
ora lotto contro il tempo per sfondare
perché un giorno tra le facce più mondane
riconosca quello scemo che abbracciavi
Perdonare?! Perdonare più nessuno!
solo un vecchio ti poteva accontentare
però immagino le rughe e le sottane:
la coscienza dopo il sesso non la lavi.
Come Ulisse cambio il nome in Nessuno
la mia Itaca è vederti supplicare
capirai dalle voglie tue più insane
che è nessuno quello che desideravi.
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Commenti (1)
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Michele Tropiano7 gennaio 2011
le prime due strofe mi son piacute davvero, l'istmo, il canale di Suez e poi il mare, immagini evocative e suggestive e nel contempo originali. unico appunto. forse troppe rime che ne fanno più una canzoncina. piaciuta in ogni caso.
