Giochi di luce

Autrice metropolitana dai toni duri e taglienti, forti a volte spietati. Non è comunque raro seguirla in esplosioni emotive dalle note dolci che rasentano il classico. In ogni caso si tratta sempre di versi estemporanei e senza falsi pudori. Anzi, la sua è un’eterna lotta contro ipocrisie e luoghi comuni. Appas
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"Le lame accese del fuoco" e non so se sia gioco o il ricordo anche fioco che riaffiora frequente che si attizza e si accende di fiamma per passare da parte a parte la mente che pare destarsi e capire. "Dormire... sognare... morire" L' amletico dubbio si insinua, ma basta il respiro, il quarto di viso e la luce che irradia le labbra e produce l'odore del senso e l'amore. Non muore il desiderio che il corpo conosce, basta il tatto, la stretta di mano e così, per un fatto che non è mai strano, si ricompone il profilo, si ravviva il bagliore dell'occhio, l'intenso colore di pace al quale offrire le spine e il velluto di rose. Cose che sanno di sfida, come la sensuale voluttà di una spalla, offerta, già ignuda, al calore di un'altra carezza.
