Marilena era diversa?
Mi dicevi: "Andrò all'inferno"
e tiravi in ballo Gesù Cristo
Mi spiegavi che il frastuono
A volte copre ogni rumore
"è lui è il silenzio
Il nemico mio peggiore"
La ragione non ha senso.
0ra si che io comprendo.
metto lo smalto e guardo fuori
cade tutto se ti penso
scade come nel mio frigo
il latte fresco mai bevuto
la gente passa nei vestiti
nei cappotti e nelle auto
convinta di una normalità
che non regge la mia pena.
Ti credevano pazza.
"Se io avessi più tette
forse lei mi invidierebbe
come io invidio a morte
chi morderà le sue"
Strappasti con rabbia i peli dal pube
io ridevo soltanto, ero solo triste
la sera che Anna mi diede la fine
la sera che tu scrivesti l'addio
e mi baciasti la fronte, la mente
mi baciasti come prima di un viaggio.
Ti trovarono nuda e segnata
ti trovarono vergine e appesa
dicevano solo che non era giusto
aprire per te la fottutissima chiesa.
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Commenti (4)
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Aldo Bilato8 gennaio 2011
finale da brivido... poesia apprezzatissima nello stile narrativo ormai collaudato dall'autore... che sa costruire immagini forti attraverso il vissuto... con grande abilità nella stesura
Pi Greco8 gennaio 2011
Chiusa da urlo, come il resto della poesia d'altra parte. Mi piace questo filo conduttore tra le poesie, come una storia a puntate, e poi questa Marilena chi se l'aspettava? Bellissima, complimenti!
Stefania Stravato8 gennaio 2011
...non la commento, la rileggo, la conservo. friend.
Clara Gismondi8 gennaio 2011
La apprezzo in toto... Bellissima. Una sorta di monologo interiore che mi lascia senza fiato.



