A un giovane drogato
Giovane perso vedo nella sera
cui per l'affanno tremano le mani
mentre cerca la "roba" e si dispera
con dentro gli occhi il buio del domani.
Aspetto trasandato e macilento
di gioventù più non rivela traccia
viso emaciato con lo sguardo spento
maniche lunghe a ricoprir le braccia
bocca serrata, priva d'un sorriso:
sintomatologie ch' ho già scorte
prima d'adesso anche in altro viso
d'un giovane ghermito dalla morte.
Non temi tu la "vecchia", tu l'agogni
la cerchi come una liberazione
unico oggetto, forse, dei tuoi sogni,
sol desiderio, sola aspirazione.
Ti prese a se la "rota" rapinosa
rubandoti futuro ed ideali
schernendoti, qual ciurma tumultuosa,
albatro goffo dalle stanche ali.
E noi, che per tranquilla indifferenza
la tua precoce morte causeremo,
vorremo tacitare la coscienza
portando alla tua tomba un crisantemo.
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L'autore
filiberto
Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,
Commenti (1)
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Cinzia Gargiulo16 febbraio 2011
Una poesia profonda per un tema scottante qual è quello della droga, purtroppo troppi giovani bruciano la loro vita. Opera molto apprezzata!
