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Morte 17 gennaio 2011 · lettura 3 min · 2300 letture

Vision omniprésente

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
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Je dors dans un lit où, omniprésente, est l'infernale vision du sang qui déborde comme un fleuve en crue de ta bouche exsangue. Dans l'obséquieux silence, mon cri inhumain effraie les présents qui avec moi te veillent Jamais je n'effacerai cette image spectrale. Je te vois encore avant d'expirer, me regarder avec des yeux déjà lointains. Ils m'imploraient... Sur ton visage était gravée la peur, froide, taciturne. D' inextinguibles larmes sillonnaient le mien détruit par le chagrin. Impuissante, je pris ta main et la serrais très fort. J'en sens encore le gel. Je voulais te retenir, ça ne pouvait finir ainsi. Mais la mort eut le dessus. Je ne pus rien faire. D'effroi, je restais paralysée comme quand je perdis mon père. Je retournais fillette et me sentis perdue à jamais. Dans l'obscurité de mes nuits ce souvenir me revient et me tourmente encore. Je rêve notre amour mon Amour, que même pas la mort n'a su me soustraire. Et meurtrière, la solitude me prend à la gorge. Désespérée, j'écris pour ne pas crier et dévoile mes secrets au monde entier. "Je sais que tu ne viendras plus et que de la haut tu veilles". Mais moi, ici- bas, jamais je ne voudrais voir survenir la nuit, où, omnipresente, est l'infernale vision de ton sang qui jaillit. . - - - - - - - . Visione onnipresente . Dormo in un letto dove, onnipresente, è l'infernale visione del sangue che straripa come un fiume in piena dalla tua bocca esangue. Nell'ossequioso silenzio, il mio grido disumano spaventa i presenti che insieme a me ti vegliano. Mai cancellerò quest'immagine spettrale. Ti vedo ancora prima di espirare, guardarmi con occhi già lontani, M'imploravano. Sul tuo viso vi era scolpita la paura fredda, taciturna. Inestinguibile lacrime solcavano il mio distrutto dal dolore... Impotente, presi la tua mano e la strinse forte forte, ne sento ancora il gelo. Volevo trattenerti. Non poteva finire così... Ma la morte ebbi la meglio. Non pote far niente. Atterrita, rimasi paralizzata come quando persi mio padre. Ritornavo bambina e mi senti persa per sempre. Nell'oscurità delle mie notti il ricordo m'addolora e ancora mi tormenta... Sogno il nostro amore Amore mio, che nemmeno la morte ha saputo sottrarmi. E omicida, la solitudine mi prende alla gola. disperata, scrivo per non gridare e svelo i miei segreti al mondo intero. So che non verrai più e che vegli dall'alto. Ma io qua- giù mai vorrei vedere giungere la notte dove, onnipresente, è l'infernale visione del tuo sangue che sgorga... .
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«fragilità e solitudine. Abituata da anni a vivere ogni istante in compagnia del proprio compagno, condividendo tutto, anche i dubbi, d'improvviso ti trovi sola/o/ a combattere fantasmi che fanno delle tue notti incubi terribili. Ben venga dunque la compagnia d'una carta e d'una penna, per raccontare i tuoi tormenti in versi a sconosciuti, senza vergogna e con umiltà ma soprattutto con verità, è un modo per esorcizzare il proprio dolore e sentirsene liberata, "forse" nell'aspettativa d'un incoraggiamento e di una parola di conforto. Tutto si può dire, quando nessuno ti guarda in faccia.»9 febbraio 2013
L'autore
Jeannine Gérard
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Commenti (4)

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Mr Magoo17 gennaio 2011

quanta bellezza e perofondi e quanta cruda verità molto condivisa si fa sentire nel cuore tanto bella

Rosy Marchettini17 gennaio 2011

questa tua poesia è straordinariamente bella anche se in ogni suo verso c'è infinito dolore, tristezza, lacrime... Lui ti guarda e ti sorride, lui ti tiene la mano come ha sempre fatto, lui non ti ha mai abbandonato... Applausi infiniti dolce amica Una preghiera per tuo marito e per te

Aldo Bilato17 gennaio 2011

ci vuole coraggio e onestà d'animo per andare avanti e per scrivere versi così sofferti e veri... complimenti... cià*

radicedi6417 gennaio 2011

la condivisione del dolore richiede immenso coraggio poiché non tutti sono in grado di accoglierlo. il dolore altrui ci mette dinanzi ai nostri umani limiti. o umane risorse. accolgo volentieri e col cuore, a piene mani, il regalo della tua condivisione. un abbraccio.