Tocchi della memoria (le campane del Santo Stefano)
Sopra un pianoro, fatta una balza,
sulla collina che un sentiero alla mia
univa, s'ergeva quella casa che scandiva
il tempo, sempre argentina, seppur talvolta
greve, e il giorno accompagnava al tocco
della vita, per esserle compagna nella via.
E suonava quella casa il mattutino... e le
laudi... e l'ora prima, e via via correva a
l'angelus che, assieme alle sorelle, rintoccava
quell'attimo, pur breve, d'un sobrio e atteso
pasto, ch'era fatica di donne nella sera prima.
E poi... la nona che giungeva, ed era sosta
breve, e si mostrava un istante il cielo,
e il sole disporsi al vespro d'occidente,
ch'appariva dolce e lieve.
E giungeva... a sera l'Ave, che con compieta
portava a casa il giorno, e si spogliava al
focolare la fatica, e nel sorso d'un bicchiere
riposava il tempo, e ancor lontano appariva
il tocco delle laudi al nuovo giorno.
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (2)
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Splendido Leotta Michele21 gennaio 2011
soavi erano il loro sentire... ora son solo parenti sembra più che non sanno cosa dire... bellissima... attenzioni in affievolirsi... riflessione magnifica
Danielinagranata21 gennaio 2011
Suggestive immagini profondità di pensiero in una stesura che ho gradito

