Il vecchio mulino
Ricordo bambino
un sogno disperso,
un vecchio mulino.
Da gora irruenta
di acqua mugghiante
la macina è spinta.
Vibrante tramoggia
rilascia quel filo
di grano che goccia.
Le virgole bianche
di neve sospesa
su guance mai stanche.
Le fole contate
dall'aspro mugnaio,
in rime baciate.
A macine ferme
diventa il mulino
un circolo inerme
d'artisti e poeti,
un po' gaudenti
e un po' mangiapreti.
Le rime e i versi
tra amici di strofa
cantati e poi persi.
Non ha più la vista,
Settimio, ma vede
con occhi di artista.
Il filo di rame
sapiente contorce
in splendide trame.
Adesso è gargotta
il mulino d'allora
e ancor la pagnotta
profumo distende,
fettata, nel piatto
di scarne merende.
Nel buco del bordo,
un filo di rame,
scordato ricordo.
©
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L'autore
filiberto
Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,
Commenti (1)
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Silvia De Angelis27 gennaio 2011
Una bella fiaba immersa in tanta espressiva musicalità, che ne rende davvero piacevolissima la lettura...
