A Peraforte

Da sope la collina
dellu Montarozzittu
na luna ròssa e pina
massera fa j'occhittu.
Sto 'nanzi a che Orestina
vardo sta luna strana
la vedo più vicina
me pare na ruffiana.
Me varda e se reota
me rie con affettu
le voje de na ota
mo me rescalla 'n pettu.
Oh luna, luna, luna
amica mea de ieri
t'ò chiestu la fortuna
tu sa' li desideri,
e mò te li recordi:
Non rii più e dunque,
sope le Raccorardi
t'abbuschi tra le cerque.
Que fa' te ne vergogni?
O cambi l'opinione?
'n te piaciu più li sugni
lle voje de passione?
**
Da sopra la collina
del piccolo rialzo
una luna grande e piena
questa sera fa l'occhiolino.
Sto davanti alla casa di Orestina
guardo questa luna strana
la vedo più vicina
mi sembra una ruffiana.
Mi guarda, si rigira,
mi ride con affetto,
i desideri di una volta
ora mi sveglia nel petto.
O luna, luna, luna
amica mia di ieri
ti ho chiesto la fortuna
tu conosci i desideri,
e ora li ricordi:
non ridi più e invece
sopra le "Raccorardi"
ti nascondi tra le querce.
Che fai te ne vergogni?
o cambi l'opinione?
non ti piacciono più i sogni,
quei desideri appassionati?
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L'autore
filiberto
Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,
Commenti (2)
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Giovanna De Santis26 gennaio 2011
bellissima poesia dedicata alla luna e i desideri in versi melodiosi resi affascinanti dal dialetto, complimenti apprezzatissima!
Silvia De Angelis27 gennaio 2011
Bei versi in vernacolo dedicati ad una luna capricciosa su cui soffermarsi in una sera con piacevoli pensieri d'amore...

