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Riflessioni 25 gennaio 2011 · lettura 1 min · 2062 letture

Odio l'Italiano

Daniele Lapenna 139 poesie pubblicate
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Odio l'italiano che in sciocchezze s' avvalla usa spesso il deretano e crede ad ogni balla fa l'ignorant' offeso si diverte con la gente senza esser difeso vien trattato da demente Odio l'italiano così pigro e mammone sta sempre sul divano poco moto e poc' azione è pure sovrappeso si lamenta ogni giorno sa ciò da cui è dipeso ma la pancetta è il suo contorno Odio l'italiano che lotta col potere pietre e mazze in mano una partita vuol vedere perché priorità è la gara nel campetto il resto è inutilità dalla crisi al figlioletto Odio l'italiano ma non per questo so amarlo sarà pur un po' insano ma mai voglio odiarlo lui lotta, pensa e agisce si ferma, dorme e resta inerte di far error mai finisce con situazion sempre incerte spero sol che insegni tanto ai loro figli la via vera quella che merita un vanto e che la seguano, si spera!
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Sottolineo che sono italiano, ma anche che mi sento un "cittadino del mondo". La poesia è per sdrammatizzare sul carattere dell'italiano. Ovvio che non siamo tuti uguali ed è anche ovvio che nessuno è perfetto. Ma son sicuro che molti di voi ci si rispecchieranno in qualcosa della poesia... E non dite bugie eh!

L'autore
Daniele Lapenna

Sono un ragazzo classe '86 che prende ciò che ha in testa e crea parole in rima.. sono rimaalternata-dipendente. La vita è una e solo nostra, viviamola appieno, gustiamone ogni secondo e non preoccupiamoci nè per il futuro, nè per un possibile aldilà, spesso crediamo di vivere il presente ma le nostre menti so

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Commenti (3)

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C

esterni il malumore di molti giovani, che a ragione rivendicano la speranza a loro tolta da questi politicanti fasulli, ironica poesia.

Michele Tropiano25 gennaio 2011

anche se contiene luoghi comuni che sono forse un po' troppo strumentalizzati al giorno d'oggia, la poesia è simpatica. bella l'ultima strofa in particolare!

Andrea D’Alfonso25 gennaio 2011

A volte mi vergogno di esserlo un italiano. Una volta ne ero fiero, oggi cosa rimane? Veline, puttanieri, tifosi, grandi fratello, raccomandati, furbi, mafiosi, ladri, sfaticati, creduloni, berlusconiani assuefatti e premetto che io non sono di sinistra e non lo sarò mai perché con la storia della sinistra e della destra ce l'hanno messa in... da 50 anni. Ma ciò che conta è la cultura che ci fa essere cittadini del mondo e ci fa comprendere che "Noi non ci sentiamo italiani, ma per fortuna, purtoppo lo siamo" e la cultura ci fa riflettere, pensare, essere coerenti e liberi e volte anche dei poeti. Aprezzatissima