Fango assassino
Nino LoIacono
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Un tuono scosse l'aria,
plumbeo divenne il cielo,
fango divenne la terra.
Pallore nei volti discese
nel guardare fuori dai vetri.
Scossi i muri, scricchiolii improvvisi
e tutto divenne buio.
Sentir le membra sole,
correre verso il mare,
non più rumor né luce sentire,
ma solo masticare,
l'amaro sapore della terra
che le viscere t' invade.
I pensieri rapidi fuggiron
verso i cari che vicini o lontani,
speme non hai di vedere.
Senti sfuggir la vita
consegnata a quel fango assassino
nel quale t'immerse il fato,
quel triste destino nel qual non credesti.
Il Dio dei giusti non ti ascoltò,
furor lo guidò per violenze
e colpe contro la beltà del suo Creato.
Il tuo silenzio fra gli assurdi
boati della natura, non aiuterà
chi cercherà di capir perché eri lì,
vittima assurda dell'indifferenza umana,
del rumore della menzogna,
del silenzio delle azioni.
Eppur coi tanti, testimone
innocente di un eccidio folle,
farai da sprone ad evitar
il ritorno della morte nera
che tutto accomuna, senza
discerner età e esso,
dopo il tuono, sinistro
ed unico avviso.
©
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L'autore
Nino LoIacono
Nasce a Patti dove vive ed opera. Studioso della sua terra, ha già pubblicato “Nauloco e Diana Facellina” Un’ipotesi sul territorio di Patti fra mitologia, storia e archeologia- presentato, fra l’altro nel 1998 all’Università di Marshall ed in altre località del Minnesota (USA). Con gli studi pubblicati in questo tes
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