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Dialettali 29 gennaio 2011 · lettura 3 min · 2492 letture

Ritorno a Pietraforte

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filiberto 205 poesie pubblicate
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Superatu Carzoli senza 'ntoppi quanno alle Vicenne so arrivatu, appena sope le veteche e li pioppi, lu vedo su la Vena rengriccatu. Alla vista se spampana lu core e sento lavorà li campanari, me vedo già assettatu all'Arefore a mezzu alle commari e li compari. Più passa tempu e più me faccio vecchiu e più revaio arreto co la mente e me recordo quanno co lu sicchiu se ea a coglie l'acqua gliò a la fonte. Co lu canestru sope la capoccia eanu a zappà ioppe lu quartu, na crosta e pane aventro alla saccoccia, allo magnà non se facea lu scartu. E suppe la sallita de Cannitu correanu a scapicollu li monelli. Allora, mo che pare sia finitu, chi è che gioca più a buscarelli? Dolce paese meu, retrovatu, più spissu mo revengo pe l'estate, te trovo n criu più bellu e 'nfiorettatu candi le case e sulle balconate. E' signu che la gente te ò bene: ognunu qui da te troa se stessu e sente sangue nou ne le vene! E allora vaffanculu lu progressu. * Superato "Carsoli" senza intoppi quando alle "Vicenne" sono arrivato appena sopra i salici e i pioppi lo vedo sulla "Vena" (grande masso) riposato. Alla vista mi si allarga il cuore e sento gran suonare di campane m'immagino seduto all'"Arefore" (piazza principale) insieme alle comari e i compari. Più passa il tempo e più divengo vecchio e più ritorno indietro con la mente e mi ricordo quando con il secchio s'andava a coglier l'acqua giù alla fonte. Con il cesto tenuto sulla testa (le donne) andavano a zappare nei campi con solo poco pane nella tasca del desinare non restavano avanzi. Lungo la salita di "Cannitu" correvano a rompicollo i ragazzini invece adesso che tutto è finito nessuno gioca più a nascondino. Dolce paese mio ritrovato più spesso adesso torno per l'estate, ti trovo un po' più bello, infiorato, accanto alle case e sulle balconate. E' segno che la gente ti vuol bene ognuno qui da te trova se stesso e sente sangue nuovo nelle vene: e allora vada a quel paese il progresso.
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L'autore
filiberto

Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,

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Commenti (1)

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Giovanna De Santis29 gennaio 2011

ritrovare la propria terra amata fatta di genuità semplicita e valori ricordare i giochi spensierati, e il desiderio di tornare in estate per mirarla con i suoi colori, stupenda emozionante colma d'immagini poesia dialettale!