Cosa c'è che non puoi capire?
Cosa c'è che non puoi capire?
Hai toccato i miei silenzi con labbra aride
e volevo isole di fuoco per me nel buio
della notte che rattrista.
Non ti riscatta quel sorriso di miele
che mi gocciola addosso come pioggia
che ha conosciuto prati più verdi e sento
gemere la tua voglia nel solco della mia
terra che scotta di sole ma è secca e
non percorsa.
E il tuo ardore, le tue mani, le tue dita...
rituali di messa, litanie che percorrono
la mia pelle genuflettendosi agli altari
del mio corpo, rosari di pietra, preghiere
dette in fretta fino a quell'amen sdraiato
oltre i vetri, a cercare una sigaretta.
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (1)
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Raggioluminoso31 gennaio 2011
Una poesia che ho letto e riletto, con attenzione e ammirazione. Versi che mi hanno affascinata e - per paura di sfiorare malamente la "sacralità" di quanto letto - scrivo solo che sono rimasta particolarmente affascinata e colpita da questi versi. Poesia stra- stra- bella!
