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Sociale 2 febbraio 2011 · lettura 1 min · 1333 letture

"Straccio"

vincenzo 22 poesie pubblicate
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"Straccio"mi ha chiesto una sigaretta, lui non fuma, ma vuole apparire come un individuo qualunque. "Straccio" è il marito della strada, figlio di nessuno, ha una difficile convivenza con i topi e con il suo cuore. Si limita a contemplare la realtà nel suo regno di cartoni e bottiglie. Nei suoi occhi si può scorgere un velo di vergogna. Vergogna della propria vita o vergogna di appartenere a questo mondo? La gente gli punta il dito, gli puntano pistole. Non ha paura di essere pestato. Non ha paura di essere bruciato. Forse perché è stato immerso per troppo tempo nell'oceano di tequila o forse perchè è rimasto troppo in superficie. "Straccio" è lì,è un'altra realtà. "Straccio" rimane lì,è una realtà ignorata. Solo con i suoi fantasmi bastardi e con le sue cicatrici. Auguro ad ognuno, che sia uomo o donna, fascista o comunista, ateo o cristiano, di diventare come lui: incarnazione della libertà.
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Ogni fatto, persona e vicenda è frutto della mia fantasia.

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Commenti (1)

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filiberto4 febbraio 2011

Bella questa poesia dedicata agli emarginati anche se poi la libertà può essere raggiunta anche in modi diversi- Piaciuta.