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Amore 2 febbraio 2011 · lettura 1 min · 3336 letture

Alla stazione

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RisaDiTali 129 poesie pubblicate
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M'hai presa così: quasi di forza. Troppo fedele io Al mio altrove, immaginato ovunque, e non da te. M'hai presa così: senza violenza. Hai bloccato il mio treno nella tua stazione offrendomi l'assurdità di un inizio in quel nome senza speranza: Termini. Ed io t'ho odiata, Roma, quanto t'ho odiata! Tu prepotente e sporca, tu rumorosa e grassa, tu sacra e profana, tu, puttana! Tu nuda e cruda, a offrirmi le tue cosce ed i tuoi sudori, i barboni ed i dottori, le eleganze e i mal odori, solitudini e clamori. E adesso dimmi quando -se tu lo sai- Quando ci sei riuscita. Dimmelo tu, Roma, quando t'ho amata. Quanto ti amo, Roma, vecchia donnaccia, lascialo a me: che sia un segreto mio! Perché un giorno, senza alcun peso al cuore -ora che ci siamo veramente appartenute- Ti dirò addio. Perché quel giorno, io dovrò odiarti ancora. Ma tu sai tutto Roma, e anche quel giorno qualcosa inizierà da un tuo binario nell'assurda stazione dal nome senza speranza.
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RisaDiTali

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