Notturno di fiamma
Alessandro Labriola
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E comunque, l'alba arrivò...
gemente e dolorante,
- vecchia nuovamente sorta
s'accartocciò lungo i viali fumando nebbia;
risalì lugrube la ragnatela,
- chissà di quali incanti parlò al riccio
svelando ai sapori ricompense inaudite
addossò ai monti la responsabilità del teatro;
imbandì sopra il più strambo la grande scena.
Ne scaturirono fontane, zampilli di stelle!
Ciò che i galli acclamano trionfanti:
croci rosa a dimenarsi in circolo,
s'intrecciavano spaghi rossi traendo ombre
nel giogo d'un dirompente mattino;
teneramente trotterellando nei campi bui,
s'accendevano falò lungo il pendio:
gli occhi in su per i Miracoli.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (3)
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Splendido Leotta Michele4 febbraio 2011
fantastica POESIA... agglomerata di suoni ...molte vedute di tonalità fantastiche ...ma che al dunque combaciano al sentire... meravigliosa... un poetare che conquista l'attenzione... sei grande superlativo... complimentissimi
Midesa10 maggio 2011
immagini disparate che fanno grande il quadro... ottima la stesura dei versi... di grande suggestione visiva... belllissima
Grazia Bianco10 maggio 2011
Particolarissima lirica, quasi un quadro d'altri tempi in cui le vere emozioni sono velate da immagini fluttuanti...



