Gli amanti d'estate
Alessandro Labriola
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Se dolessi meno non saresti vera
se io dormissi senza sognare
non potrei chiamarti Amore
se non profumassi l'aria attorno a te
se non fossi fragile
non ti tratterrei fra le mie mani
ti scioglieresti fra le mie dita
non ti negherò il mio cuore
i miei occhi sono i tuoi balocchi castani
l'anima è in piena
spiccano favolose morbosità - lussi
per una bellezza rara, per ciò che ci avvicinò
forse risulterei scontato
se non avessi paura di perderti nei giorni
antecedenti, adiacenti al tuo corpo
come ogni uomo sarei stregato
dalle tue scintille, il fragore dei tuoi pensieri
che sono le note chiare di ogni nostro addio
allora cosa chiedere? Sollevato da terra
vedo due luminose comete
giungere nei parchi e poi nascondersi
alla vista dei più, in chiostri solenni
le nudità altrettanto splendide
la voluttà dei gemiti indaco
le bocche unite ed interminabili
sino a quando tu, con un dito
un gesto struggente e disperato
graffiassi la mia innocenza
ora seria, ora piena
della tua grazia.
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Alessandro Labriola
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