Zagare

Improvviso, il tuo sguardo
sbocciò in zagara in fiore
e le tue mani
vicine al mio dolore
profumavano di radici
richiamando la magia
dalla tua anima alle narici
dei ricordi sfuggiti
che il tempo porta via.
il profumo di pulito
lo stesso di mia madre
quando mi accarezzava
prima di dormire
di anici l'aroma
e dal bucato fresco
steso al mattino presto
e passando dal tuo cuore
vidi aranceti in fiore
la parte di me, quella migliore
pezzi di foto esposte al sole
le mie corse sul mare
una granita da succhiare
in questa Sicilia da amare
nella metà più dolce
del mio essere guerriera
un attimo... e chiusi il cerchio
che fu lasciato aperto
come un bagaglio spento
perduto all'aeroporto
nella più triste sera
quando sfumava un sogno
stupidità o bisogno
che uccise la chimera
sembri un ramo di mandorlo
tremolante al crepuscolo
poi saluti il tuo pubblico
timida, soffia la voce...
Dolce fermezza tace
parla il moto più lento
dal'alto dei tuoi gesti
dietro ad un leggio
parte il tuo canto, vibra
...e si espande nell'aria
inciampando d'emozione
l'aroma della vita
del coraggio di donare
così tante parole
offerte a piene mani
come fossero ciliegie
per bambini affamati
Noi seduti, inchiodati
nell'attimo incantati
nel rispetto incatenati
dal generoso cuore
a noi, tolse la sete
con brividi a salire
scorrendo, a ristorare
le nostre stanche menti.
©
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L'autore
Donatella Piras
Autrice metropolitana dai toni duri e taglienti, forti a volte spietati. Non è comunque raro seguirla in esplosioni emotive dalle note dolci che rasentano il classico. In ogni caso si tratta sempre di versi estemporanei e senza falsi pudori. Anzi, la sua è un’eterna lotta contro ipocrisie e luoghi comuni. Appas
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