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Dialettali 16 febbraio 2011 · lettura 1 min · 5511 letture

Guardanno terni

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filiberto 205 poesie pubblicate
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Seduto su sto muro guardo er celo purissimo, sereno, tutto terso, nell'occhi me ce passa come 'n velo e nell'immensità me sento perso. Li monti ariconosco da lontano: er Terminillo, Calvi, San Pancrazio ed anche Narni, lì, 'n po' fori mano e tutto l'esser mio se sente sazio. La consueta cappa de vapori ch'opprime sta città oggi è sparita e finalmente vedo li colori de Terni mia, mezza arrugginita. E vedo er grigio- piombo sopra i tetti de quelle quattro case de Papigno e vedo er monte fatto a cinichetti: er sole ce sbrilluccica sanguigno. E vedo a le pendici e sui declivi gramigna de villette 'n costruzione che se divora er posto dell'ulivi cedenno er passo a la speculazione. E vedo le colline bruciacchiate co quattro frasche mezze abbrustolite ricordi dell'incendi dell'estate e della cura a calciocianammide. E vedo, e vedo e vedo. poi più gnente. Io so venuto qua pe vede er celo pulito pe na vorta e tristemente me passa dentro l'occhi sto sfacelo.
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L'autore
filiberto

Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,

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Commenti (5)

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Silvia De Angelis16 febbraio 2011

Un bel vernacolo posato sulla descrizione d'un panorama che più non offre immagini salutari e ilari come in passato...

Enio Orsuni16 febbraio 2011

bella panoramica in filmino nostalgico girato con maestria da un formidabile regista purtroppo tutto s'evolve pure il peggio purtroppo si vive un epoca sballata dove il dio denaro la fa da padrone. poe da encomio e da segnalare...

C

sono per parte di padre ternana, mi fa piacere leggere questa poesia, su una città che mi ha accolto nella mia giovinezza, ora abito a 40 km da terni, umbria nord, è vero molto è cambiata la città,apprezzatissima

Aldo Bilato16 febbraio 2011

me vedo a Campello quell'esate... a Spoleto e alle cascate... più giù lo sfacelo di cui parli, si... dettato dallo sfacelo in ogni parte...

Giovanna De Santis17 febbraio 2011

la tristezza per la propria città che è cambiata, in versi che scorrono come immagini dipinte, emozionante poesia di bravura!