La stanza
All'improvviso tutto è già lontano,
e si sparge soffusa una solitudine
assopita e secolare tra le cose dai
giorni levigate, una solitudine di uomini
che nel tempo altre solitudini ebbero
ad ascoltare.
E nello spazio della stanza geme
il cucciolo di cane, dove la luce si fa
più fioca e s'allontana... ma canta
la vita il minuto uccello, con incessante
suono, il suo mondo aperto a un
improvviso raggio del sole.
E si fa distesa di speranza e di dolore
questo spazio di vertigine indecisa
che parla al silenzio la mia assenza
tra la vita e la morte come sospesa.
©
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
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