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Riflessioni 19 febbraio 2011 · lettura 1 min · 3054 letture

Dissolvermi

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Dissolvermi in azzurri castelli di silenzio, eretti sopra gli alberi, a febbraio, quando l'inverno tace e sa di abdicare, senza clamore e strazio, per altro tempo ai primi suoi sussurri. I respiri, complicità clementi, le tremule, vibranti sensazioni, sconosciute nel rimestarsi torbido, nell'acre scontro di sensi e opinioni, che accecano emozioni, e fanno tristi i giorni e non si spera. Esalare col corpo nei ritorni frequenti dei colori a seconda dell'ora, secondo i mutamenti e le stagioni, dentro il cielo e nell'aria, sciolto nell'oro della prima sera, nei dispetti irridenti della pioggia e dei venti, severi ammonimenti a chi dispera. Dissolvermi e capire gli eloqui del silenzio che mi conduce ai posti di preghiera, e l'anima si svela al sacro tempio dove sacrificai la primavera. Dirmi perché così si monda l'empio senso che non dà merito alla vita dietro mille perché, quando è smarrita la via di cui il poeta diede esempio.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (3)

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Triste19 febbraio 2011

"Dissolvermi e capire gli eloqui del silenzio"...Il silenzio parla per chi sa ascoltare... bella poesia

Lorenzo Crocetti19 febbraio 2011

Provo rispetto a commentare le Poesie di Curreli. Appena inizi a leggerlo senti che egli scrive con l'anima, lontano da ogni vacuo e vuoto tecnicismo, scrive per se stesso e per chi lo sa apprezzare, non ricerca il plauso della massa. Gesuino è un solitario, e qualsiasi cosa scriva, si avverte epidermicamente (e col cuore) che la Barbagia, la sua terra, si è attacata alla sua anima e vi ha posto inalienabili radici. Avverto, nel leggerlo, che il paesaggio, la stagione, il pensiero, è sempre in questa terra sarda, con i suoi respiri ed i suoi silenzi, il cielo, la pioggia, i venti. E arriva il perchè, la domanda, nel desiderio di capire quei silenzi, quelle sensazioni che conducono "ai luoghi di preghiera". Alta levatura poetica...

Aldo Bilato19 febbraio 2011

seconda strofa, centrale evoluzione... del monito che il poeta estende a noi che leggiamo e alle sue riflessioni... bisogna ritornare alla natura ed alla spiritualità ch'essa infonde indicandoci la via maestra del vivere al di fuori dai falsi clamori che ci sviano... la ciclicità delle stagioni e la naturalezza con cui ci si dovrebbe lasciar vivere è oggi aberrata da troppi incipit fetenti... è chiaro che il poeta si fa ammenda se no, che poeta sarebbe... solo chi riflette e riesce a cogliere il bello e le sfumature che del vivere ci colorano... anche se non ha una proprietà di sintesi e d'aulica scrittura come in questo testo appare... sicuramente ha l'anima adatta, per poter partecipare...