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Riflessioni 20 febbraio 2011 · lettura 1 min · 2747 letture

Ti ho chiamata

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Ti ho chiamata ad alta voce, madre mia, lungo il sentiero, stamattina, spento, dolcissimo per questa estrema via che mi conduce al pianto, e non ti sento. O alberi, castagni mesti e grandi, sopra la fonte che non tace e scende come un filo d'argento nei rimandi alla memoria tua che mi sorprende come quel dì lontano, rientrato dalla scuola, sul pianerottolo, trovai la porta chiusa, e piansi tanto, piansi, come ora che chiamo... e solo per la scusa di voler piangere ancora.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (4)

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Marina Pacifici20 febbraio 2011

Versi che incantano per la loro sublime bellezza. Una dolcezza di sentire struggente e malinconico come in una lirica del Pascoli. Grazie Maestro, per questa tua ennesima gemma che rifulge in tutta la sua somma poetica bellezza.

Aldo Bilato20 febbraio 2011

ogni volta che ti leggo, mi sembra di ritornare sui banchi di scuola...

perlanera20 febbraio 2011

Ogni volta che leggo le poesie dell'autore, sento nei suoi versi le note della vera Poesia, quella che nasce dalle profondità dell'anima e si intona con la silenziosa voce della Natura. La sua Poesia sa riportare in luce sentimenti sepolti sotto strati di indifferente quotidianità...

Lorenzo Crocetti20 febbraio 2011

Due splendide quartine in endecasillabo (e mi si venga a dire da parte di falsi estensori di poesia che non conoscono la bellezza del rimare, che la rima non fa poesia come la sanno fare loro andando a capo a caso in una scarsa prosa), una quartina finale variamente sillabata, ed ecco una poesia che ha il merito di chiamarsi Poesia. Una Poesia triste questa, di grande impatto sentimentale, nella quale il rimpianto del Poeta si esprime in accenti lirici di altissima espressività che entrano nel cuore del lettore. Eleggo io, - dall'alto della mia competenza che la modestia intimidisce (questa è autoironia, per chi non lo volesse capire) - Gesuino Curreli