Ma non è detto
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (4)
Stupendi versi di riflessione sulla natura umana, misera e grande al tempo stesso, indegna figlia di quella "pura luce a cui aprimmo gli occhi per magia", alla ricerca di una primavera che illumini l'anima.
questo noi siamo... piccoli dinnanzi all'universo e alla natura che in questa circoscritta parte del tutto ci sovrasta, per forza e bellezza resa... grandi, purtuttavvia... nel saper coglier la di lei magia... e con destrezza e cuore descriverne le sfunature e la beltà che ci dona, da quando quel giorno, ne vedemmo la luce.
Che dire? Non si può che rinnovare l'omaggio al Poeta... un inchino al Maestro!
So dove aprire quando voglio gustare una poesia che, prima ancora di averla scorsa, ho la certezza che non mi deluderà. In questa accorata Poesia il Curreli si riporta ad "arie serene" di un tempo antico che non torneranno più, e si sofferma sulla caducità delle sorti umane con quel "si sta come le foglie incerte" che, in uno stile ed in un contesto diverso ci riporta alla mente l'ungarettiano "si sta come d'autunno \ sugli alberi le foglie". E in un superbo finale l'Autore ci descrive in veri accenti di autentica Poesia l'alternanza della sorte umana, che pur si sforza di carpire la bellezza e sembra riuscirvi, mentre è incapace di afferrare e di tradurla la "luce cui aprimmo gli occhi per magia." Grande Poesia.




