Locusta

Locusta, entri nelle parole
Sei la poesia del muto,
di quello che non dici
della lacrima che cede
il muro della mente.
Una pagina bianca
Nella sofferenza notturna,
come una luna malata
ti tingi del sangue
delle mie vene vuote
...e cammini, fuggi
Tra i miei sensi più vili,
calpesti la mia terra.
Locusta, divori la mia età
Che come una foglia
Cade al primo vento d'autunno.
Mi spoglio delle vesti
Che l'altri sobri mi vedono,
l'esodo della mia essenza
mi scopre padrone del mio nulla
e se urlo, odo solo la mia voce.
©
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L'autore
Alessandro Erato
Molte persone scrivono per piacere, altre lo fanno per lavoro. Io lo faccio per necessità. La necessità di imprimere sul foglio sensazioni, emozioni difficili da tener dentro. La prima vera poesia l'ho scritta all'età di 16 anni da quel momento sono diventato quello che sono e quello che scrivo. La formazione esteta
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