Le sagne

Allo strittu, aventro alla cucina
tuttu pruntu sope la spinatora
acqua, sale, 'n puillu de farina
comenza a preparà la magnaora.
E già le veta ammassanu la pasta
lu stennerellu striscia co la sfoja,
un fioccu de farina quantu basta
la massa che s'allarga e s'assottija.
Po' lu cortellu sverdu corre e fetta
lu taju è tutt'uguale, paru, paru
che sembra fattu co la macchinetta.
Mò me resugno d'assaià sta manna:
sento nu struggimentu dorge - amaru
che velle mani eranu de mamma.
LE SAGNE
Allo stretto, dentro la cucina
la spianatoia messa come altare
acqua, sale, un pugno di farina
inizia a preparare il desinare.
Già le dita ammassano la pasta
il mattarello striscia con la sfoglia,
una punta di farina quanto basta
la massa che s'allarga e s'assottiglia.
Il coltello svelto corre e fetta
il taglio è tutto uguale paro, paro
che sembra fatto con la macchinetta.
Risogno di mangiare questa manna:
sento un tormento dolce- amaro
ché quelle mani erano di mamma.
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L'autore
filiberto
Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,
Commenti (3)
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Citarei Loretta Margherita23 febbraio 2011
ricordo anche io la pasta fatta in casa, a 5 anni mi insegnarono a farla, fino a qualche anno fa la facevo ancora, molto bella
Silvia De Angelis23 febbraio 2011
Versi davvero molto originali, redatti in vernacolo, che si soffermano piacevolmente sull'abilità nel preparare la pasta fatta in casa... cosa in cui molte mamme sono davvero speciali...
mario calivà6 marzo 2011
questa mi piace particolarmente... grazie delle emozioni!

