E' stato tutto in fretta
Gesuino Curreli
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E' stato tutto in fretta,
e un lampo mi percuote e mi sconquassa
e mi atterrisce fino a che scommetta
con il domani che non guardo in faccia.
E' stato tutto in fretta,
ed ogni cosa perde il baricentro,
lascia il pontile e vaga la mia barca,
smarrito il conforto del sestante,
in mari di cui imploro la bonaccia
fino alle sponde amiche, per l'approdo
a rene bianche ed alle loro braccia.
Che sarà mai, chissà, se quel che ignoro
sarà domani come una sentenza
per i navigli fragili in partenza
da baie calde e luci color d'oro?
Che sarà mai se dalla tempesta
dovessi risalire per la costa
sapendomi più solo per la sosta
verso l'oscuro che mi si presenta?
Ecco la verità che mi spaventa,
l'ignoto che mi soffoca col pianto
sicché senta il singhiozzo anche nel canto
che prima recitavo per preghiera!
Benigna sera, che mi dai conforto,
tieni la luce accesa sullo scoglio,
una fioca balugine soltanto,
perché trovi l'anelito che voglio
contro l'oscurità che uccide:
morire è meglio che aspettare tanto!
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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Lorenzo Crocetti26 febbraio 2011
... Gesuino sa cosa è poesia e conosce il falso similoro della poesia. Sento, in questa sua nuova opera, il sentimento amaro del flusso del tempo, così veloce nel suo passaggio, che porta a pensieri che ora spaventano, e il senso dell'avvertire l'ignoto che "mi sofffoca nel pianto| sicché senta il singhiozzo anche nel canto che prima recitavo per preghiera". Quel che s'ignora appare a un certo punto della vita alla mente di chi riesce a pensare, e si spera solo che un benigno tramonto conforti con una "luce accesa sullo scoglio".

