Costellazioni
Alessandro Labriola
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All'ultimo rintocco della settima ora,
la campana dei vespri assottiglia i passanti
e ne fà notte.
Sotto un cielo di diamanti sparsi
-i palazzi solo come specchi per la Bellezza più in alto-
gli alberi prostrati nell'icore d'ombra dei pozzi...
laudano e larici intonano
un ruvido canto:
stringiamoci che nessun altro trovo;
vado con fili d'argento
ricamando le forme e il viso della mia Luna!
l'organza del pizzo - Quei seni che già abbagliano!
si sveste...
la pianura perde coscienza;
le figlie antiche del nostro amore
hanno ora nomi degni del cielo.
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Alessandro Labriola
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