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Sociale 1 marzo 2011 · lettura 1 min · 1575 letture

L'esercito degli ultimi

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Alessandro Taruffi 7 poesie pubblicate
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Uomini, affastellati gemiti di rancore, graffiano l'oro fondante dello scranno a fremente passo di libertà. Cadaveri anonimi, agglomerati di carne, affratellati da proletaria polvere, nient'altro che codici a barre, silente velo di controllo per chi tesse la ragnatela del comando. Sbandierano orgogliosi i calli germinati nel letame, tra industrie di conquistatori, sfregiati dall'inganno del Capitale, ultimi fra gli ultimi, fregiati da suprema aura, fusi al Divino sguardo. Su speranzosi occhi vomitano lapilli di piombo i regi draghi metallici, e la iena incollata al trono cela mani lordate di sangue. Ma permarranno brandelli d'innocenza a fecondar la Patria con eco di giustizia, ectoplasmi intrisi di coscienziosità, armati di dignitosa miseria. Senza secerner dottrine da profeti del profitto, umili anime abbatteranno il recinto, e avrà fragranza d'umanità raggiunta il pane del popolo.
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Ispirata da chi trova ancora il coraggio di ribellarsi allo sfruttamento del Potere.

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L'autore
Alessandro Taruffi
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Commenti (1)

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Kiaraluna2 marzo 2011

Veramente intensa e di grande riflessione. Ma quegli echi di giustizia riusciranno ad emergere dal sangue? E' giusto che sopravviva l'orgoglio della dignità nella libertà...ma il prezzo del pane del popolo, chi sarà a pagarlo...